Cooperazione allo Sviluppo
A partire dal 2000, la Romania è inclusa, in seguito a specifica delibera del CIPE, nel novero dei Paesi eleggibili per finanziamenti a valere sui fondi della legge 49/87 per iniziative promosse da ONG e programmi di emergenza.
I principali ambiti di attività delle associazioni italiane presenti in Romania riguardano la tutela e la cura dei bambini e degli adolescenti in difficoltà, attività in cui collaborano anche numerose organizzazioni religiose presenti sul territorio.
In particolare, un problema persistente, fin dai tempi della caduta di Ceausescu, é la drammatica situazione dell’infanzia istituzionalizzata in condizioni materiali precarie e l’elevata diffusione dei casi di AIDS pediatrico. Le Autorità romene hanno compiuto passi decisivi in materia di protezione dei minori, attraverso la chiusura di istituti di accoglienza “vecchio stile” di grande dimensioni, la creazione di strutture alternative sul modello casa-famiglia, la reintegrazione nelle famiglie allargate e il ricorso allo strumento della foster care (assistenti maternali). Relativamente a quest’obiettivo si inserisce l’iniziativa del GVC che ha contribuito alla chiusura di due istituti di accoglienza obsoleti e fatiscenti.
Nel corso del 2009, anche in seguito all’approvazione nel 2001 della strategia per la protezione dei minori da parte del governo romeno, è proseguito il processo di de-istituzionalizzazione dei minori, con largo ricorso ad utilizzo di assistenti maternali da parte dello Stato e promozione delle case-famiglia da parte delle ONG. È stata, inoltre, potenziata la quantità e qualità dei servizi alternativi, favorendo il ricongiungimento con le famiglie naturali e in genere seguendo un approccio di riduzione dello Stato in questo settore a vantaggio di una maggiore responsabilizzazione delle famiglie e dei servizi comunitari di base
A tal fine, l’Autorità per la Protezione dei Minori, incardinata presso il Ministero del Lavoro, ha visto un rafforzamento delle proprie funzioni, essendo adesso competente anche in materia di tutela della famiglia.
Altro principio cardine alla base della strategia governativa romena in materia è la prevenzione dell’abbandono, attraverso azioni di sostegno alle famiglie e di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, e la promozione dell’adozione nazionale nei casi in cui non sia possibile far rientrare i bambini nella loro famiglia d’origine.
Tali principi sono anche alla base della riforma legislativa in materia di protezione dell’infanzia che, al di là di una riorganizzazione delle istituzioni competenti in tale campo, volta ad accrescerne l’efficienza, mira a porre al centro del sistema il minore quale soggetto titolare di diritti.
Rimane ancora problematica la situazione di disabili e delle persone affette da malattie mentali ed e’ sempre diffuso il fenomeno dei bambini lasciati alle cure di parenti o conoscenti, da genitori che si recano a lavorare all’estero. Il numero totale di minori a carico del sistema nazionale di protezione, con varie tipologie, ammontava nel 2009 a circa 90.000 unità, a causa del blocco delle adozioni internazionali e del costante tasso di abbandono.
In Romania sono attive numerose Organizzazioni non Governative italiane, sia religiose che laiche. Alcune di esse, grazie anche all’impulso di quest’Ambasciata, si sono riunite nel Comitato Associazioni e ONG in Romania (C.I.A.O). Sorto nel 2008, il Comitato si propone l’obbiettivo di coordinare l’operato e ottimizzare le risorse delle associazioni che ne sono parte, promuovendo all’esterno i valori condivisi e cercando di sensibilizzare la realta’ romena sui problemi dell’infanzia, dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, dell’etica negli ambienti di lavoro e dello sviluppo sostenibile. L’Ambasciata d’Italia sostiene e incoraggia l’azione di tale Comitato, stimolando forme di collaborazione con il mondo imprenditoriale operante nel Paese e promuovendone l’immagine presso le Istituzioni locali.
In occasione del “Festival Italiano 2009”, organizzato l’anno scorso da quest’Ambasciata, dall’Istituto del Commercio con l’ Estero e dall’Istituto Italiano di Cultura per promuovere le attività italiane presenti sul territorio romeno, il C.I.A.O. ha potuto presentare i propri servizi e le proprie attivita’ a un folto pubblico locale.
Il Ministero degli Affari Esteri ha finanziato, ad oggi, sei progetti promossi dalle ONG AVSI (due progetti), CESVI, GVC, GRT e COMI.